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Immancabile Kodak a Ferrara, Pier fotografo di matrimoni

Lo scorso gennaio, è stata diffusa una notizia crudele per il mondo della fotografia. Era nell’aria, se ne sentiva parlare, ma non avemmo mai voluto crederci, e, soprattutto, che questo avvenisse.

La Eastman Kodak Company ha chiesto la procedura economica protetta garantita dal “Chapter 11” (legge fallimentare statunitense, che permette alle imprese che lo utilizzano una ristrutturazione a seguito di un grave dissesto finanziario). Lo ha anticipato il Wall Street Journal, aggiungendo che Kodak potrebbe raccogliere tra i due e i
tre miliardi di dollari vendendo millecento dei suoi brevetti.

Ma il giornalismo italiano ne ha riferito in tutt’altro modo, mettendo a frutto l’indecenza dell’imprecisione (a scapito della correttezza dell’informazione) per alimentare un clima di scandalo sul quale si basano i giornali del nostro paese. Ricordiamo che lo stesso accadde anni fa, quando la cessazione del programma Aps venne interpretata come conclusione delle pellicole chimiche.

Ovviamente, nel reciproco gioco delle parti, nel nostro mercato c’è stato chi ha avuto la convenienza di soffiare sul fuoco -sempre sulla base di notizie abilmente interpretate e declinate a proprio comodo e interesse, per Immancabilmente anteporre i propri prodotti a quelli Kodak, molti dei quali continuano il loro solido cammino. È il caso di parlarne.

 

Da una parte, ci sta la vicenda azionaria originaria, che si sta affrontando nei termini ufficialmente diffusi, al fine di assicurare e garantire una continuazione,se pure su basi diverse da quelle del passato, anche prodotti diversi. In questo senso, nel corso del corrente 2012, Kodak sta pianificando una graduale uscita da certi mercati, nei quali non sono stati raccolti i frutti che i prodotti avrebbero meritato in relazione alle proprie peculiari eccellenti caratteristiche tecniche e di impiego.

Nel futuro, Kodak si concentrerà su sostanziose aree del mercato fotografico, particolarmente indirizzate al settore generalmente definito “consumer”, considerate in potenziale crescita e redditizie per se stessa e per l’intero comparto fotografico (fino alla redditività di impresa dei fotonegozianti e alla soddisfazione degli utenti).

In particolare, il core business di Kodak si solidificherà sul retail printing, sulle stampanti inkjet e sull’online printing, mantenendo così inalterato il proprio impegno, per esempio, nella gamma di straordinari sistemi di stampa conto terzi, dai chioschi alla produzione di copie.

Ancora, è confermata la linea di batterie e accessori, nonché di pellicole e macchine fotografiche monouso.

Alla luce di questo, e considerata l’autorevolezza del marchio Kodak e la sua valenza nel mercato fotografico, non c’è da temere nulla per quan- to riguarda l’assoluta e inderogabile persistenza dei servizi di postvendita, utili e necessari al commercio. In parole chiare ed esplicite: seppure in modo diverso dal passato, nelpresente e nel futuro Kodak
c’è e ci sarà!

La Eastman Kodak Company è stata fondata

nel 1888, da George Eastman, per produrre
e vendere la sua prima macchina fotografica, la
Box Kodak: la prima svolta senza ritorno della
tecnologia fotografica, la più importante svolta
senza ritorno, che ha disegnato il mercato della
fotografia così come lo abbiamo inteso per de-
cenni e decenni e ancora l’intendiamo.
La realizzazione della Box Kodak, con la quale
nasce il marchio di fabbrica (Kodak, appunto),
stabilisce una linea spartiacque: con questa
idea nasce il mercato fotografico come ancora
oggi l’intendiamo. La sua commercializzazione
fu promossa con il richiamo che sarebbe diven-
tato più che celebre: «Voi schiacciate il bottone,
noi facciamo il resto». In una epoca nella quale i

procedimenti fotografici erano assai complessi,
con “il resto” si intendevano tutte le lavorazioni
di trattamento della pellicola e stampa delle co-
pie. Venduto a venticinque dollari, l’apparecchio
era dotato di un obiettivo di 57mm di
lunghezza focale, con apertura rela-
tiva f/9. Era precaricato con pellicola
flessibile (invenzione fondamentale)
di 70mm per cento esposizioni ton-
de di 64mm di diametro. Esauriti gli
scatti, l’intero apparecchio andava
spedito alla Kodak di Rochester: dieci
dollari per il trattamento del negativo,
la stampa delle copie (tonde, di 64mm
di diametro) e il ricaricamento con pel-
licola vergine.

By…Pier Fotografo di Matrimoni